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E' una pianta originaria del Sud Africa. Questo nome particolare deriva dai piccoli uncini presenti sul frutto della pianta.
I componenti attivi dell’ artiglio del diavolo sembrano essere gli arpagosidi, che si trovano nella radice secondaria, proviene in maggior parte dalla Namibia e in minima parte anche dal Sud Africa e dal Botswana. È stato utilizzato per secoli in Africa per curare la febbre, l’artrite reumatoide, sciatica, pancreas, stomaco e intestino.
Principi attivi tipici
- Eterosidi iridoidi (2%): arpagoside(glicoside irididoico esterificato con acido cinnamico), procumbide, arpagide(forse prodotto di decomposizione dell’arpagoside)
- Acido cinnamico libero;
- β-sitosterolo
- Zuccheri: glucosio, fruttosio, raffinosio, stachiosio
- Olio essenziale in tracce
Impiego tradizionale dell'artiglio del diavolo
- Mal di schiena
- Dolori al collo
- Artrite reumatoide
- Artrite ossea
- Tendinite
Proprietà medicinali
-antiinfiammatorie
-analgesiche
-ipoglicemizzanti
-antiflogistiche
-antiartritiche
-fenomeni senili in genere
Proprietà cosmetiche e dermofunzionali
- Eudermico
- Tonico muscolare
Ricerche sull’artiglio del diavolo
Una ricerca tedesca ha esaminato l’uso dell’artiglio del diavolo per dolori e tensioni muscolari alla schiena al collo e alle spalle. Nelle 4 settimane di studio 31 persone hanno assunto 480 mg per due volte al giorno e 32 hanno assunto un placebo. I risultati hanno dimostrato che c’è stata una significativa riduzione del dolore nelle persone che avevano assunto l’artiglio del diavolo.
Uno studio pubblicato nella rivista di Reumatologia faceva un confronto fra l’artiglio del diavolo e l’anti infiammatorio Vioxx (non più in vendita) per 6 settimane in 79 pazienti. L’artiglio del diavolo è stato più efficace dell’antinfiammatorio nella riduzione del dolore.
In una rivista Europea di Anestesiologia una ricerca di 4 settimane ha coinvolto 197 persone con mal di schiena con alto livello di dolore percepito. Ad alcune di queste persone è stato somministrato una dose di arpagosidi (artiglio del diavolo) ad altre solo un placebo. Le persone che hanno assunto l’artiglio del diavolo hanno avuto riduzione del dolore.
L’artiglio del diavolo sembra dunque avere gli stessi effetti delle medicine anti-infiammatorie e produce cambiamenti anche nelle leucotrine, un gruppo di molecole coinvolte nei dolori infiammatori.

Nome scientifico: Calendula officinalis
Famiglia: asteracee
Habitat: zone mediterranee
Sinonimi:Garofano di Spagna
Provenienza:Egitto,Italia, coltivata
La Calendula officinale è una pianta comunissima, riconoscibile dal bellissimo e caratteristico colore dei suoi fiori, arancioni o gialli con forma di simile a quella della margherita. Per il colore dei fiori la calendula viene anche chiamata Fiorarancio. Il nome, pare attribuito dai Romani, fa riferimento al ciclo mensile, la calenda, poiché il fiore fiorisce una volta al mese. Si narra che questo ciclo sia legato al ciclo lunare.
Impiego tradizionale della calendula
uso interno:
- scarse mestruazioni
- immunostimolante
uso esterno
- antiinfiammatorio locale
- antiarrossante
Per uso interno, generalmente come tintura madre o macerato glicerinato viene impiegata nelle disfunzioni dell'apparato genitale femminile, poiché aumenta le mestruazioni scarse e diminuisce le abbondanti, ma è utilissima soprattutto per uso esterno, poiché i principi attivi presenti hanno ottimi effetti su una grande quantità di malattie della pelle, dall'acne ai geloni. La tintura madre di Calendula viene anche indicata per arrossamenti e infiammazioni della cute di qualsiasi origine.Generalmente ben tollerato dalle mucose, è molto indicato per gli eritemi da pannolino della prima infanzia. L'estratto di pianta fresca di foglie e fiori di Calendula, attiva in sommo grado le proprietà antiinfiammatorie, lenitive e cicatrizzanti. La parte impiegata della calendula sono i fiori poiché sono ricchi di triterpeni, flavonoidi, polisaccaridi, caroteni, fitosteroli e olio essenziale.
Le foglie della calendula a differenza del fiore vengono considerate tossiche.
Studi scientifici
Alcuni studi scientifici avrebbero evidenziato la caratteristica antiinfiammatoria della calendula. Questa sarebbe stata attribuita alla componente non saponificabile, flavonoidi e mucillagini1.
Altri studi avrebbero invece dimostrato la capacità immunostimolante attribuendo questa capacità alla componente polisaccaridica.
Per la presenza di caroteni, la calendula viene anche indicata come protettivo contro i danni dei raggi solari sulla pelle.

L'olio essenziale della Melaleuca viene definito il più delicato e più utile tra gli oli essenziali, tanto che vengono scritti libri ad esso interamente dedicati, viene ampiamente utilizzato in cosmetica e, per piccoli problemi di pelle, viene utilizzato anche puro (senza le dovute precauzioni utilizzate per gli oli essenziali, noi non lo consigliamo) . L'olio essenziale viene ottenuto dalle foglie per distillazione in corrente di vapore. All'olio essenziale vengono attribuite proprietà antisettiche, viene infatti impiegato nella tradizione popolare per trattare le infezioni. Alcuni studi effettuati in vitro hanno dimostrato le proprietà antimicrobiche della Melaleuca, tuttavia sono ancora pochi gli studi effettuati su uomo. In alcuni studi si è potuta dimostrare una buona efficacia nel trattamento di alcuni tipi di funghi, acne e infezioni vaginali.
Cariche organolettiche dell'olio essenziale: liquido limpido da incolore a giallo chiaro.
L’olio di Tea Tree "albero del tè" (nome attribuitogli dal capitano Cook che, sbarcato in Australia, bevve una bevanda a base di foglie di tea tree scambiandola per un infuso di tè) è uno straordinario olio essenziale di origine naturale, con efficacissime proprietà antisettiche, indicato per il trattamento di irritazioni cutanee, punture di insetti, scottature, ulcere del cavo orale, gengiviti, herpes, infezioni vaginali e molteplici altri disturbi.

Provenienza
La propoli si ottiene da particolari specie di pioppo, ippocastano, betulla, ontano, salice, olmo e conifere delle zone
temperate dell’emisfero nord.
Parte utilizzata
Il prodotto resinoso elaborato dalle api partendo da sostanze presenti sulle gemme fiorali, gli apici vegetativi e sulle
cortecce di alcuni alberi: pioppi, ontani, salici, querce, olmi, ecc.).
Si tratta quindi di una sostanza di origine prettamente vegetale anche se le api, dopo il raccolto, la elaborano con l’aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dalle api stesse. Il colore può variare moltissimo nelle tonalità del giallo, del rosso, del marrone e del nero. L’odore è fortemente aromatico.
Il nome propoli, che può essere utilizzato sia al maschile (il propoli) che al femminile (la propoli), deriva dal greco πρόπολη: pro (προ, davanti) e polis (πόλις, città), ovvero “davanti alla città”. La parola, in senso figurato, assume il significato di difensore della città. Il termine è stato usato da Plinio il vecchio nella sua Naturalis historia e da Aristotele. Le api, infatti, lo utilizzano per difendere la loro città (l’alveare) dai pericoli che possono minacciarla: le malattie, i predatori.
Proprietà medicinali
- Antibatterica, Antimicotica, Antivirale, anestetico locale, antiaggregante cellulare, favorisce la microcircolazione, Detossificante. Antitrombogena. Antinfiammatoria, cicatrizzante.
Proprietà cosmetiche e dermofunzionali
- Antiossidante;
- dermopurificante;
- vasoprotettive;
- fotoprotettive;
- deodorante;
Impieghi
Gli estratti di propoli sono utilizzati, grazie soprattutto alla presenza dei flavonoidi, in prodotti dermopurificanti,
deodoranti e antiforfora quali saponi, detergenti per l’igiene intima, shampoo e lozioni; sono inoltre impiegati in preparati pre- sole e dopo-sole, grazie alla proprietà generale dei flavonoidi di assorbire i raggi U.V., nonché in prodotti
per la prevenzione dell’invecchiamento cutaneo.
La proprietà di maggiore rilievo consiste nell’avere tutte le proprietà sopra indicate concentrate tutte insieme in un unico prodotto di origine naturale.
Composizione
È impossibile definire una composizione esatta ed universalmente valida del propoli in quanto estremamente variabile a seconda della vegetazione di origine, della stagione e di molti altri fattori. Nel corso di numerosi studi su propoli di varia origine sono stati identificati più di 150 diversi composti biochimici ed altri ne vengono scoperti ancora oggi.

L'Arnica (Arnica montana L.) è un'erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta 20 - 60 cm, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali "spettinati" e dal gradevole odore aromatico.
Viene tradizionalmente usata, in forma di estratto o tintura, nelle ecchimosi e nei dolori articolari. Questa pianta è spesso utilizzata come rimedio nella fitoterapia.
L'arnica è davvero straordinaria per la cura post trauma. Può essere usata per coadiuvare le terapie post incidente, per le emorragie, interne ed esterne, L'arnica può aiutare i trattamenti acuti e cronici anche a lungo termine, ma i migliori benefici si hanno nel contrastare gli shock e i traumi. Dona un immediato soccorso per le contusioni, le ferite e aiuta a riassorbire edemi e versamenti ematici.
L'infiammazione non è altro che la reazione causata dalle cellule danneggiare. Le reazioni chimiche che questa produce gonfiano e dilatano i tessuti. Questo costringe il corpo a inviare più sangue nell'area colpita, per poter fornire nutrienti e ossigeno. E' una reazione sana del corpo che, però, in casi di traumi severi aumenta la pressione e di conseguenza lo stesso gonfiore, con effetti deleteri in particolare se l'area colpita è la testa. Il processo infiammatorio, quindi, specie se continuo, come nelle malattie croniche, surriscalda l'area colpita e a lungo andare deteriora progressivamente i tessuti.
L'arnica riesce a ridurre la risposta del corpo all'infiammazione e può essere utile per un soccorso immediato nei casi delle ferite o negli affaticamenti nello sci e in altri sport in cui si è particolarmente esposti a sforzi e colpi. Una ricerca in Svizzera, effettuata su 204 pazienti affetti da artrite, ha mostrato che il gel di Arnica riusciva a ridurre il dolore e aumentare le funzionalità. Il gel di arnica riduce i dolori comuni e ne accorcia la durata. I pazienti svizzeri messi di fronte alla scelta fra il gel di Arnica e le creme farmaceutiche, come l'ibuprofene, spesso preferivano il primo
In omeopatia, l'Arnica è utilizzata per dolori muscolari e nella cura a lungo termine di traumi.
Tutta la pianta (fiori e rizoma) contiene un glucoside (l’arnicina dalla formula CxHxO4) che è simile, come azione, alla canfora. Produce due differenti olii essenziali, uno localizzato nei fiori e l’altro nei rizomi essicati. Dalla pianta si può estrarre anche fitisterina, acido gallico e tannino. Le radici al gusto sono molto amare. Epoche particolari di raccolta : le foglie e i fiori in estate; i rizomi in settembre-ottobre. Durante la fioritura, viene utilizzata tutta la pianta
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